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Climate Fish

“Climate fish” è il primo database open access che ha lo scopo di fornire informazioni su 15 pesci del Mediterraneo chiamati “pesci sentinella” del cambiamento climatico in atto.

Foto di 피어나네 da Pixabay

Lo studio

“Grazie a un campionamento durato 13 anni sono stati censiti oltre centomila esemplari delle 15 specie target, in oltre 3 mila aree di sette Paesi del bacino del Mediterraneo. Le più rappresentate sono le specie autoctone donzella pavonina e salpa, anche se quest’ultima è andata registrando una diminuzione in quantità e in distribuzione geografica dovuta con tutta probabilità all’aumento delle temperature e alla competizione con erbivori tropicali. […]”

(Federica Pannacciulli, responsabile del Laboratorio ENEA di Biodiversità e Servizi Ecosistemici).

La ricerca è stata pubblicata su Frontiers ed è stata condotta da Ernesto Azzurro, biologo marino del CNR, in collaborazione sia con esperti del Centro Ricerche ENEA (La Spezia) e di altri istituti internazionali, sia con rappresentanti delle comunità locali, in particolare pescatori e centri di immersione.

Questi ultimi hanno partecipato allo studio attraverso interviste in cui veniva chiesto loro di menzionare le specie che hanno mostrato un trend di presenza in crescita o in diminuzione e quelle percepite come nuove, cioè mai viste prima, nelle loro zone di pesca ed immersione.

Pesci sentinella

Tra le 15 specie di pesci sentinella:

  • 7 sono autoctone con un’ampia distribuzione nel Mediterraneo;
  • 8 sono esotiche, provengono dal Mar Rosso e sono prevalentemente concentrate nella zona orientale del Mediterraneo.

Il perché della concentrazione ad est delle specie esotiche va ricercato nel fatto che, in quell’area (ad esempio a sud di Creta), il riscaldamento delle acque è particolarmente accelerato.

Di conseguenza, la loro presenza è destinata a crescere a causa all’aumento delle temperature di tutto il Mar Mediterraneo causato dal cambiamento climatico.

Cosa è stato osservato e cosa si prevede

Le ricerche condotte hanno portato alla luce e confermato due fenomeni:

  • la meridionalizzazione, per cui le specie autoctone si spostano verso Nord;
  • la tropicalizzazione, per cui le specie di origine tropicale diventano sempre più presenti nel Mediterraneo.

Negli ultimi 18 anni, il numero delle specie aliene nel Mediterraneo è più che raddoppiato, passando dalle 90 del 2002 alle 188 del 2020.

Questi due fenomeni possono comportare conseguenze molto pesanti per l’ecosistema marino:

  • le specie che, negli ultimi decenni, si sono spinte verso i poli hanno visto aumentare il loro rischio di estinzione;
  • l’arrivo nel Mar Mediterraneo di nuove specie esotiche erbivore (come, ad esempio, il pesce coniglio) sta causando il fenomeno della desertificazione marina.

Fonti principali:

  • https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fmars.2022.910887/full
  • https://www.cnr.it/it/news/11650/mediterraneo-e-online-climatefish-primo-database-sui-pesci-sentinella-del-cambiamento-climatico